Il Tricolore non è Simbolo di Italianità ma è solo uno dei tanti Vessilli della Massoneria

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Per quasi tutta la vita amai il tricolore. Lo consideravo simbolo di italianità e lo vedevo come emblema che custodiva il mio passato. Un giorno poi la verità bussò alla mia porta e scoprii quella tremenda realtà che soltanto con fatica riuscii ad accettare. La bandiera “italiana” tricolore altro non è che un vessillo della Massoneria !!! Quando me lo dissero, stentavo a crederci. Quella bandiera “italiana”, quel famosissimo tricolore che avevo amato per quasi tutta la vita e che in parecchie occasioni mi aveva fatto commuovere, e al cui cospetto tante generazioni avevano giurato fedeltà alla Patria e sotto la quale milioni di italiani hanno combattuto fino all’estremo sacrificio, credendo in una Nazione, altro non è che uno dei tanti e tanti vessilli della setta massonica! Come tanti altri italiani, neppure io mi resi conto che cosa davvero rappresentasse questo tricolore. Molti italiani, forti e valorosi, non si resero mai conto che il loro sacrificio non fu finalizzato al bene della loro vera Patria e del loro vero Popolo, ma per la classe dominante massonica rothschildiana.

Il tricolore massonico in realtà non ha nulla della vera italianità, ma è la negazione assoluta della nostra Storia e della nostra Cultura plurimillenaria. In realtà, la suddetta bandiera tricolore, con la variante del verde al posto del blu, non fu altro che un’imitazione pedissequa della bandiera tricolore della rivoluzione massonica francese del 1789, che a sua volta si ispirava a gli stessi tre colori della bandiera della rivoluzione massonica ebraica americana del 1777, e che durante l’invasione e la conquista massonica dell‘Italia nel 1799 fu imposta da Napoleone Bonaparte ad alcuni dei suoi vari protettorati e staterelli massonici. Andiamo avanti con quella storia che portò all’ipocrita, falsa e massonica unità d’Italia.

LO STERMINIO DEL POPOLO DUOSICILIANO
11 maggio 1860: iniziò lo sterminio del Popolo Duosiciliano. Mille avanzi di galera, innalzando il tricolore massonico, sbarcarono a Marsala. Non erano mille, erano 702. Violenti malfamati, protetti militarmente dalla flotta dello Stato Massonico inglese e finanziati dalla massoneria mondiale, che ancora oggi finanzia terroristi, tagliatori di teste dell’Isis, di Al Qaeda, di Boko Haram, ed altri simili! Quegli avventurieri di allora avevano a capo Giuseppe Garibaldi, ladro di cavalli, a cui avevano mozzato le orecchie in Argentina perché catturato in flagranza di reato. Un’orda barbarica, dunque, scese dal Piemonte. “Parlavano una strana lingua, rozza e volgare, e bestemmiavano in continuazione! Donne stuprate, uomini e bambini uccisi e trucidati! Interi paesi bruciati e rasi al suolo! Ogni ricchezza venne saccheggiata…” i crimini commessi da detta legione straniera dei massonici rothschildiani avventurieri provenienti dal Piemonte, ma anche da Inghilterra, Francia, Ungheria, Polonia, Stati Uniti, Canada e perfino Turchia, contro il popolo cristiano e cattolico meridionale, sono INENARRABILI: e furono talmente EFFERATI che ancora oggi vengono taciuti. Più di un milione di cittadini dell’ex Regno delle due Sicilie furono massacrati, torturati e le donne violentate e poi spesso fatte a pezzi a colpi di baionetta. Ad esempio, il 14 agosto 1861 ci fu il massacro di Pontelandolfo e Casalduni. Gli abitanti di questi due comuni furono bruciati vivi. La strage fu ordinata dal generale dell’esercito “regio”, Enrico Cialdini, un criminale che innalzava il tricolore.

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Oggi il tricolore massonico rothschildiano sventola con tracotantemente disprezzo proprio nel campo di sterminio di Fenestrelle, luogo tremendo in cui i soldati dell’ex Regno delle due Sicilie furono torturati e massacrati e poi i loro corpi sciolti nella calce viva, e ridotti a liquame fatto poi defluire e disperdere nel fiume Chisone, affinché non restasse prova alcuna di questi orrendi crimini. A Torino, inoltre, fu riaperto dopo ben 71 anni dalla sua chiusura il mausoleo intitolato criminale Ezechia Lombroso, che spacciandosi che cambiò il suo nome in “Cesare”.

Lo stendardo del “Regno delle due Sicilie” è la massima espressione di italianità
Anche la bandiera di San Marco, come il vessillo Duosiciliano, è simbolo di italianità

Purtroppo pochi conoscono la storia e pochissimi sanno che il tricolore ha gli stessi identici colori della Massoneria; e che l’accostamento rosso-bianco-verde, tutt’altro che casuale, fu concepito con significati ben precisi. Dal 1861 i vincitori giudaico-massonici che crearono questo Stato, che vogliono spacciare per italiano, ci hanno imposto questa bandiera del tricolore che è uno dei tanti loro vessilli. La nostra esistenza, invece, ha radici ben più profonde e la nascita della nostra Italianità risale a più di tremila anni. La bandiera del “Regno delle due Sicilie”, la bandiera di San Marco della “Serenissima Repubblica di Venezia” e tutte le altre bandiere degli altri Stati italiani prima del 1861 sono invece il massimo simbolo della nostra ITALIANITA’ e della nostra Storia millenaria. Là troviamo il vero specchio del nostro glorioso passato. (Salvatore Brosal con la preziosa collaborazione del Prof. Duccio Mallamaci)

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