Quei campioni genetici russi raccolti dagli uomini del Pentagono

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Sta succedendo qualcosa di molto strano in Russia, tanto che lo stesso portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov, ha chiesto agli Stati Uniti delucidazioni in merito. Alcuni mesi fa, l’aeronautica militare degli Stati Uniti ha pubblicato un bandosul proprio sito internet in cui veniva richiesta la raccolta di materiale genetico russo. In particolare, si tratta di 12 campioni di acido ribonucleico e 27 campioni di liquido sinoviale. Da luglio, l’attività è iniziata senza la minima richiesta di autorizzazione nei confronti del governo russo. Un progetto di ricerca decisamente sui generis, che ha destato l’allarme del Cremlino, tanto che lo stesso presidente Putin ha parlato recentemente dell’impegno dei servizi segreti di Moscaper cercare di comprendere il motivo per cui Organizzazioni non governative Usa che hanno accolto la richiesta contenute nel bando della Us Air Force, stiano raccogliendo materiale genetico di tutte le componenti etniche russe e caucasiche. Una raccolta che lo stesso Putin ha definito “sistematica e professionale”.

Il Pentagono, sotto esplicita domanda del governo russo, ha parlato tramite il capitano dell’aeronautica, Beau Downey, il quale ha dichiarato che i campioni sono stati richiesti per “studi locomotori per identificare vari biomarcatori associati con un trauma“. E il motivo per cui tali campioni dovessero essere proprio russi, sarebbe un motivo puramente casuale: dal momento che i campioni utilizzati nel centro di ricerca originale provenivano dal ceppo russo, era necessario acquisire materiale genetico simile a quello della ricerca originaria, altrimenti sarebbe stato difficile giungere alla conferma delle ipotesi scientifiche. Una dichiarazione tardiva, arrivata soltanto pochi giorni fa, e che non ha tolto i dubbi che aleggiano all’interno del Cremlino e dei servizi segreti russi. A confermare le perplessità di Mosca riguardo questa curiosa e anche inquietante ricerca statunitense sul materiale genetico delle entie russe e caucasiche, sono giunte le parole di  Gennady Onishchenko, membro della Duma e da sempre a stretto contatto con l’esecutivo, il quale ha dichiarato che già a dicembre dovrebbe essere presentata una nuova normativa in materia di sicurezza biologica per controllare l’accesso al Dna della popolazione russa. Un segnale di come la questione sia molto più sentita a livello politico e d’intelligence di quanto si possa credere. Onischenko, insieme ad altri analisti militari russi, ha messo in stretta correlazione questa ricerca con la crescente tensione politica e militare fra Russia e Stati Uniti “Il fatto che i fluidi, gli organi e i tessuti dei nostri cittadini siano raccolti” – ha detto il membro della Duma – “testimonia il fatto che gli Stati Uniti non abbiano fermato il loro programma militare aggressivo”. Putin, sotto questo profilo, si è dimostrato meno deciso, forse per evitare che le sue parole potessero intaccare i tentativi di ristabilire rapporti diplomatici più solidi con l’attuale amministrazione americana. Il presidente russo ha evitato di fare propria questa speculazione sulla raccolta dei campioni genetici russi, ma non ha evitato anche lui, pubblicamente, di domandarsi “perché lo fanno?”. E la preoccupazione è che dietro vi possa essere un programma militare di ricerca su armi biologiche.

Non è un mistero che all’epoca della Guerra Fredda, sia gli Stati Uniti che l’Unione Sovietica abbiano compiuto studi approfonditi su agenti biologici letali che potessero essere utilizzati come componenti di armi di distruzione di massa. E lo stesso genetista russo, Valery Ilyinsky, citato dall’agenzia di stampa RIA Novosti, ha dichiarato che gli specialisti della guerra biologica potrebbero sfruttare le differenze genetiche tra i gruppi etnici per creare armi specifiche contro determinati gruppi di popolazione. Il ricercatore russo ha preso come esempio il fatto che circa l’1 per cento degli europei, secondo i campioni biologici, ha una naturale resistenza al virus dell’Hiv. Una ricerca di tal genere, spostate sul piano militare, può rovesciare il piano d’azione facendo comprendere quali siano i punti deboli e i punti di forza di un determinato gruppo etnico rispetto ad alcuni tipi di armi biologiche. Sembra fantascienza, tuttavia il fatto che esistano queste ricerche è un fatto storicamente inappellabile. Nessuno è in grado di dire con certezza che questi recenti studi della Us Air Force siano stati svolti come base per lo sviluppo di armi, anzi, affermare che sia quello lo scopo, equivale ad oggi a dire il falso. Perché non c’è certezza di niente. Di certo resta il fatto che sia qualcosa di abbastanza curioso che una forza armata americana, tramite Ong indipendenti, cerchi campioni molecolari in Russia.

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Fonte OcchidellaGuerra

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