Cannabis terapeutica: la rivolta della Regione Puglia che minaccia l’autoproduzione

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Non si riescono a trovare abbastanza farmaci a base di cannabis per soddisfare il fabbisogno dei malati, questo farmaco viene assunto principalmente dai malati di Sclerosi Multipla o Sla, malati di cancro o da chi soffre di malattie neurologiche, ed è di fondamentale importanza. Sul mercato si trovano prodotti di importazione dal Canada e dall’Olanda, ma sono pochi e i lotti prodotti in Italia nello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze non bastano.

Un altro muro all’accesso per i pazienti è stato messo su direttamente dalla ministra Lorenzin che nei mesi scorsi ha imposto alla Farmacie di vendere la cannabis terapeutica italiana al prezzo massimo di 9 euro al grammo, senza però adeguare anche il prezzo con il quale essa viene distribuita dal produttore, generando così una filiera che i farmacisti denunciano come economicamente insostenibile, obbligandoli a operare in perdita, fattore che sta spingendo molte farmacie a non distribuire più la cannabis.

All’appello sull’esigenza di aumentare la distribuzione in Italia della canapa medicinale si sono unite la Toscana, l’Emilia Romagna e la Puglia. Il presidente della Puglia ha addirittura messo a punto una proposta di legge di avviare una autoproduzione regionale del farmaco a base di cannabis in provincia di Lecce, dove è già attiva l’associazione «La Piantiamo», se dal ministero della Salute non arrivano risposte e non si muovono per aumentare la quantità di cannabis a uso medico sul mercato italiano.

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A fine giugno il governatore pugliese aveva ricevuto una lettera di lamentela da Nicola Loiotile, 48 enne colpito da sclerosi multipla che da anni si cura con il Betrocan, un medicinale prodotto in Olanda che di trova in commercio con il nome Cannabis Flos. Nicola ha scritto che purtroppo le quantità di questi farmaci in Italia sono limitate ed è costretto a comprare la cannabis dagli spacciatori. A riguardo Emiliano ha commentato: «Questo non solo vuol dire che lo Stato non aiuta i propri malati di Sla, o chi ha un tumore o malattie neurologiche, ma anche che favorisce il crimine organizzato».

Purtroppo il Governo interviene subito quando c’è da salvare una banca o far aumentare il fatturato alle case farmaceutiche e altre importanti multinazionali. Quando sono i semplici cittadini ad aver bisogno urgente, diventa invisibile. 

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