Abitudine consolidata

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DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com

La vicenda di Armando Siri sarebbe soltanto la solita storia di corruzione italiana: come si faccia a nominare Sottosegretario un pregiudicato, bisognerebbe spiegarcelo. Perché il fringuello, tre anni fa, patteggiò una condanna a 18 mesi per bancarotta fraudolenta. Ricordando che il patteggiamento sottende un’ammissione di colpa, la domanda che sorge spontanea è: non c’era proprio nessun altro per quel posto (1)? Ma passiamo oltre, perché la vicenda ci porta direttamente in quel dell’energia, ed è qui che le sorprese non mancano.

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Tutta la questione ruota intorno ad un dato: il costo di produzione di un KW con il sistema eolico è diventato il più conveniente fra tutte le fonti energetiche, al punto che Bloomberg (2-3) prevede in Italia per il 2030 il 90% del fabbisogno da rinnovabili e per il 2050 la totale scomparsa del sistema termoelettrico. Mi sembrano dati un poco ottimistici (ed il grafico decisamente fiducioso), però un fatto è certo: con il costo del KW eolico sceso sotto la soglia dei 6 centesimi il Kilowattora, le fonti tradizionali sono fuori mercato. Tutte, carbone e nucleare comprese. Fra l’altro, si pensa d’utilizzare le batterie usate (ma ancora con l’80% di rendimento) provenienti del settore auto elettriche per ovviare all’intermittenza insita nella fonte. Come è avvenuto tutto ciò?

Molto semplicemente, visto che il “palo” bisogna mettercelo, tanto vale farlo più alto e metterci un generatore di maggior potenza: dai mulini a vento da 1 MW di potenza, nel mondo oggi si installano generatori da 7, 9, fino a 12 MW per ogni singola installazione. In Italia molti generatori sono ancora di prima generazione, ossia intorno ad 1 MW di potenza, ma basta fare due conti per capire dove andrà il mercato. Quasi una moltiplicazione per 10.

C’è un problema?

Sì, c’è.

Posto che le nuove installazioni costano di meno per singolo MW di potenza installata (palo più robusto, ma sempre un palo, generatore più potente, ma sempre un generatore, ecc) va da sé che, come investimento, è più costoso.

Esempio: un mulino da 1 MW, costa un milione di euro (1 milione di euro/MW) un generatore da 5 MW 4 milioni di euro (800.000 euro per MW) ma sempre di 4 milioni si tratta. Che poi, avendo una vita utile di almeno 30 anni, si ripagheranno ampiamente: il problema è l’investimento iniziale.

Chi ha molti soldi da investire?

Ecco, qui il problema.

Fra i molti che pensano che l’investimento sia redditizio, ci sono anche le mafie, che hanno soldi a bizzeffe ma non sanno come “lavarli”. Qui nasce la vicenda di Siri.

Non stiamo ad indagare troppo sulla tecnica della “lavatrice” – giri su banche estere, paradisi fiscali, ritorno (abbastanza) puliti, ecc – quanto sulla certificazione che tutto è a posto. E, per questa ragione (oltre che per i permessi, le approvazioni tecniche, ecc), servono i politici – meglio se ben agganciati alle realtà locali – per “oliare” il meccanismo.

Non fatevi fuorviare dalle filippiche di Sgarbi: lui non era, per principio, contro l’eolico o contro le mafie. Il tizio era, semplicemente – tramite Chicco Testa – un alfiere delle centrali nucleari che l’ex direttore dell’ENEL sperava di riportare in Italia. Ma l’Italia porta sfiga al nucleare: fa un referendum e scoppia Cernobyl, tenta di nuovo ed arriva Fukushima…no, Chicco Testa gettò la spugna e Sgarbi se ne andò da Salemi, dove prevedeva una centrale fra le “fu” che voleva installare Berlusconi.

Poi, il prezzo per KW – sempre quello – ha fatto la differenza.

La mafia siciliana – secondo la DIA – ha ampiamente investito nell’eolico, questo è assodato. Perché?

Poiché l’eolico è un grande affare, come le autostrade, come le “grandi” opere.

Ve lo spiego in due parole, semplificando un po’.

Prendiamo un aerogeneratore da 1 MW di potenza massima (di picco). Quanto produrrà?

Dipende dal vento, ovvio. Ci sono delle tabelle che indicano la velocità media del vento: ovvio che si mettono dove il vento è più forte e costante.

La “resa” di un aerogeneratore si calcola in ore annue alla potenza massima: in un anno, ci sono 8760 ore. Dall’esperienza (ma restando “bassi”) calcoliamo in 2500 ore annue (3) alla massima potenza la resa della macchina: sono esattamente 2500 MWh (1 MW = 1000 KWh).

A quanto si vendono? Dipende dalla Borsa Elettrica – nella giornata il prezzo varia da 30 a 200 euro per MWh – ma restiamo sempre “bassi”. Se prendiamo un valore basso – 60 euro a MWh – fanno 150.000 euro l’anno. Difatti, si calcola che un aerogeneratore si ammortizza in 6-7 anni, ma ci sono da pagare i Comuni ed i proprietari del sito, la manutenzione…facciamo pure 10. Il fatto è che queste macchine durano (almeno) 30 anni. In 30 anni, rendono 4,5 milioni di euro l’una, a fronte di un investimento di un solo milione. E senza calcolare certificati verdi ed altre prebende.

Capirete bene che un investimento che triplica o quadruplica nel volgere di 30 anni, fa gola: ed inizia a rendere soldi subito, appena installato. E’ un investimento che rende, annualmente, intorno al 5-10% annuo, mentre BOT e CCT non vanno oltre il 2,5%.

Non è un caso che il fotovoltaico è stato lasciato anche alle piccole utenze, mentre l’eolico è solo per grandi gruppi (tutti privati).

Si rinnova la vicenda delle autostrade: quando un settore rende, o lo si fabbrica con soldi pubblici e poi si vende ai privati, oppure lo si cede da subito al settore privato. Vi chiederete perché all’estero si installano grandi wind farm al largo delle coste ed in Italia no. E chi sarebbe il beneficiato per l’occupazione di quelle aree? Lo Stato. Ma si può far meglio: perché lo Stato non emette dei wind bond e fa poi fabbricare ed installare i mulini ai privati, mantenendo la proprietà del sito e dei proventi? Investimento sicuro, redditività alta, ricchezza diffusa. No, non s’ha da fare: meglio regalarli alle mafie. Ci prendete per scemi?

Fa specie l’inattività totale del M5S sul fronte dell’energia: pazienza la Lega – che c’è dentro fino al collo in quelle faccende – ma il M5S ha sempre fatto dell’energia rinnovabile il suo cavallo di battaglia. Perché tace?

Il sig. Davide Crippa (M5S), sottosegretario con delega all’energia, ha proposto tre leggi (nessuna ancora approvata): due sull’inquinamento elettromagnetico ed una sul pagamento dell’IMU da parte delle piattaforme petrolifere. Un po’ pochino? Eh, certo: il vero sottosegretario all’energia lo faceva Siri, col suo giro di tangenti!

La tangente intascata (questo sostengono, con prove di intercettazioni ambientali e telefoniche i magistrati) da parte di Siri era diretta (almeno, pare) ad ottenere degli sgravi fiscali per il mini-eolico, ossia per una diffusione “familiare” dei mulini, un po’ com’è avvenuto per il solare. Questi sgravi, per i grandi impianti eolici non servono – ce la fanno da soli a produrre a prezzi concorrenziali – mentre i piccoli necessitavano di un “aiutino” che il settore eolico chiede da sempre. Si vede che la mafia puntava su molti investimenti fatti dai privati per poi lucrare sui guadagni tramite il controllo delle società di gestione (quello, pare, era il “lavoro” degli Arata, padre e figlio).

Così è partita la trafila, dalla Sicilia a Genova, presso un ex deputato di Forza Italia (Paolo Arata), padre di un “collaboratore” nominato da Giorgetti al ministero, che ha contattato Siri e consegnato la “busta”. Questo, in sostanza, il racconto (con prove) dei magistrati.

Ma Siri non conosce bene il mondo dei “picciotti” ed è incorso in uno sgarro piuttosto grave: l’emendamento richiesto fu sì presentato, ma mai approvato. E che minchia fa, quello? Piglia i spicciuli e poi non fa una minchia? Eh, Siri…impara da Salvo Lima, altrimenti…

E così è arrivato il “pizzino”, sotto forma di “soffiata” ai magistrati inquirenti e, adesso, il genovese è nei guai: ma proprio un tipo del genere dovevano mettere a fare il sottosegretario?!?

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2019/04/abitudine-consolidata.html

(1) https://www.huffingtonpost.it/2019/04/18/dallascesa-nella-lega-al-patteggiamento-per-bancarotta-fraudolenta-chi-e-mister-flat-tax-indagato-per-corruzione_a_23713826/

(2) https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-07-03/energia-entro-2030-italia-90percento-sara-fonti-rinnovabili-175018.sh

(3) https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2018-04-17/le-due-facce-dell-italia-rinnovabili-174929.shtml?uuid=AENpI8ZE

(3) E’ evidente che il rendimento è intermittente e variabile: oggi gira piano, domani è fermo, dopodomani gira veloce…quelle 2.500 ore sono la somma di tutte queste variazioni considerate alla massima potenza.

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