Washington dopo 3 anni dalla legalizzazione della cannabis a livello economico, sociale e sanitario, ecco cos’è successo 

I RAGAZZI FUMANO MENO DI QUANDO ERA ILLEGALE. Ma l’andamento dei prezzi non è l’unico dato a mettere definitivamente in crisi la propaganda proibizionista. Ancor più importante il dato statistico rilevato dal Dipartimento della Salute dello stato, secondo il quale dopo la legalizzazione non si è verificato nemmeno il tanto temuto aumento dei consumi tra i più giovani. Anzi, questo è leggermente diminuito: nel 2010 il 20% dei giovani delle scuole superiori fumava cannabis, una percentuale che nel 2016 è scesa al 17%. L’unica fascia di età dove il consumo è leggermente aumentato è quella degli adulti, evidentemente ora più inclini a concedersi un momento di “ricreazione” con la cannabis legale.

TANTI POSTI DI LAVORO E BEN PAGATI. In tutto sono 1865 le attività imprenditoriali attive nel settore della cannabis nello stato: dispensari, coltivatori di piante, produttori di estratti o prodotti alimentari a base di cannabis, grossisti, trasportatori. Un settore economico vero e proprio che ogni giorno da lavoro a oltre 6000 persone (erano 6227 a fine 2016, ma i numeri sono in costante ascesa). Seimila individui che grazie alla legalizzazione hanno ottenuto la possibilità di avere un lavoro, oltretutto in genere meglio pagato di quelli in altri settori, con un salario medio che si attesta a 16,45 dollari orari, cinque dollari in più del salario minimo previsto nello stato.

UN GIRO D’AFFARI IN CONTINUA ASCESA.Ogni mese nei dispensari dello stato di Washington si vendono circa 90 quintali di infiorescenze di cannabis, ai quali vanno sommati altri circa 13 quintali di estratti di vario tipo.  Un giro d’affari complessivo attestato a 1,3 miliardi di dollari all’anno – secondo i dati pubblicati dal Washington State Liquor and Cannabis Board, l’ente statale che gestisce il mercato della cannabis legale – con entrate per lo stato pari a 314,8 milioni di dollari, grazie alle tasse sulla vendita, fissate ad un aliquota unica del 37% applicata alla vendita al dettaglio. Entrate non certo di poco conto per lo stato, che ha potuto attuare progetti sociali grazie ai proventi della cannabis legale.

I PREZZI AL DETTAGLIO CONTINUANO A DIMINUIRE. Con la strutturazione del mercato anche il prezzo al quale la cannabis – e tutti i derivati come i prodotti commestibili (che valgono da soli una buona fetta del mercato) – è venduta nei dispensari è costantemente calato, contribuendo a sottrarre il mercato dalle mani della malavita. Nel luglio del 2014 i primi fiori di cannabis legale venivano venduti a prezzi superiori i 20 dollari al grammo, a tre anni di distanza il prezzo medio si attesta a 7,38 dollari. Una costante dinamica di ribasso che secondo gli analisti non si è ancora completata e potrebbe stabilizzarsi a circa 6 dollari per grammo. Un prezzo capace di sconfiggere il mercato illegale residuo – che si concentra nell’offrire prodotti di bassa qualità e basso costo per i consumatori meno abbienti – ed anche una delle ultime obiezioni dei proibizionisti: secondo i quali con le tasse il prezzo della cannabis legale non sarebbe mai stato concorrenziale con quello del mercato nero.

 

Fonte dolcevitaonline.it

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