Vi spieghiamo perché l’aumento dello spread è una bufala

Chi non ricorda quello che è successo cinque anni fa: lo spread, o meglio, il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi, impennò fino a sfiorare i 600 punti base, a tal punto che gli analisti finanziari hanno cominciato a temere la fine dell’eurozona, riacciuffata per i capelli da Draghi e dal suo “Whatever it takes”. Ma perché i Bund tedeschi sono il benchmark, ossia il punto di riferimento, per quanto riguarda l’analisi dei differenziali dei titoli di Stato? Perché i titolidi Berlino sono giudicati come i più sicuri dalle agenzie di rating, poiché ritengono che la probabilità di default della Germania sia prossima allo zero.

Chi non muore si rivede: negli ultimi giorni abbiamo moltissime volte che lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi sia in aumento (l’anno scorso era intorno ai 200 punti base) mentre in questo momento si posizioni attorno al valore 180. Il motivetto degli ultimi giorni è sempre lo stesso: la trattativa tra Lega e Movimento 5 Stelle per dare un governo all’Italia, dopo che sono trascorsi due mesi e mezzo dal voto, indispettisce i mercati che rispondono colpendo il nostro paese.

Ma guardando l’andamento dello spread questa pressione al rialzo dei tassi di interesse sta avvenendo anche in altri paesi d’Europa, tra cui Francia, Belgio, Irlanda, Spagna (qui la variazione percentuale è superiore anche a quella italiana): quindi i motivi per cui gli spread potrebbero non riguardare solamente la situazione politica italiana, ma potrebbe essere conseguenza del fatto che l’euro si sta deprezzando nei confronti del dollaro e pertanto gli investitori finanziari stiano vendendo i titoli di stato denominati in euro per acquistare titoli denominati in dollari, dato che vedono in questa occasione la possibilità di ottenere qualche “gain” ossia un guadagno. Giochini della finanza e da eurocrati impauriti, insomma, come già ribadito da Salvini e Di Maio qualche giorno fa.

Ma perchè lo spread aumenta? Ragioniamo sulla situazione italiana, in particolare sui punti del “contratto di governo” tra Lega e Movimento Cinque Stelle, con particolare riferimento all’economia e ai rapporti tra Italia e Unione Europea. Oltre al deprezzamento dell’euro sul dollaro già citato, tra le possibili cause per cui i rendimenti dei titoli di Stato italiani stanno aumentando troviamo le politiche di crescita del reddito previste dal programma del governo gialloverde, la cui attuazione potrebbe far aumentare le aspettative di inflazione, comportando una diminuzione del guadagno reale per chi investe nel comparto obbligazionario (se un Btp paga il 2% e l’inflazione è allo 0,5%, il guadagno reale dell’investitore è dell’1,5%, ma se l’inflazione aumentasse fino al 2%, allora il suo guadagno reale dell’investitore sarebbe pari a zero) questo spinge gli investitori finanziari a chiedere un tasso di rendimento maggiore per coprirsi dal rischio monetario (o rischio di inflazione).

Un altro motivo dell’aumento dei rendimenti è dovuto alla vendita di Titoli di Stato da parte dei detentori esteri di Btp a causa del rischio di ridenominazione (i Btp non sarebbero denominati più in euro, bensì in nuova valuta) nel caso in cui dell’Italia uscisse dall’eurozona. Naturalmente se un investitore estero che detiene Btp considera la possibilità che i propri titoli vengano convertiti in una valuta che si deprezzerà rispetto alla valuta con cui attualmente sono prezzati (quindi subirà una perdita) si libera dei propri titoli per acquistare titoli espressi in valuta che si apprezzerà, quindi il prezzo dell’obbligazione diminuisce e aumenta il suo rendimento.

Potrebbe ripetersi quanto già successo nel 2011? E’ presto per dirlo, ma una cosa è certa: la crisi del settimo anno, che mette in pericolo i matrimoni, ha colpito anche quello fra Italia e Ue. Per rassicurare i mercati è stato modificato il contratto di governo rendendolo meno aggressivo, ma nel caso in cui gli investitori continuassero a vendere i titoli di stato italiani, allora il nuovo governo si troverà davanti a un bivio: continuare con le politiche distruttive intraprese dal 2011, assistendo a un film che abbiamo già visto e provato sulla nostra pelle, oppure ignorare i mercati e abbandonare la moneta unica?

Stefano Mastrillo

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L’articolo Vi spieghiamo perché l’aumento dello spread è una bufala proviene da Il Primato Nazionale.

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