Stranamente il Parlamento Ue blocca i dipendenti della Monsanto: manca chiarezza sul glifosato

La multinazionale di biotecnologie agrarie si era rifiutata di partecipare a un’audizione sulla sostanza contenuta negli erbicidi

di EMANUELE BONINI

Il Parlamento europeo mette al bando Monsanto. I dipendenti e i rappresentanti della multinazionale di biotecnologie agrarie non possono più entrare nell’istituzione comunitaria, su espressa disposizione di tutti i gruppi parlamentari. La decisione senza precedenti è stata presa dalla conferenza dei capigruppo in risposta al rifiuto della compagnia americana di partecipare a un’audizione sul glifosato, sostanza contenuta negli erbicidi utilizzati in agricoltura, e sui cui permessi di vendita l’Ue potrà pronunciarsi già la prossima settimana.

La commissione Ambiente aveva invitato Monsanto per l’11 ottobre, data dell’audizione, per fare chiarezza sui rischi legati alla salute umana. «Restano molte incertezze nella valutazione del pesticida glifosato», ricorda il co-presidente dei Verdi, Philippe Lamberts. «Monsanto deve affrontare le domande dei parlamentari e non dovrebbe ostacolare il processo di chiarificazione».

Gli Stati membri dell’Ue devono decidere se rinnovare o meno l’autorizzazione per il commercio del glifosato, la sostanza contenuta negli erbicidi utilizzati in agricoltura e immessa sul mercato per la prima volta proprio da Monsanto con il nome di Roundup.

L’organizzazione mondiale per la sanità (Oms) lo ha ritenuto potenzialmente cancerogeno, mentre a livello europeo tale rischio non è stato messo in evidenza né nel parere dell’Agenza europea per le sostanze chimiche (Echa), né in quello dell’Agenzia per la sicurezza alimentare (Efsa). Su quest’ultima c’è però il sospetto che la valutazione prodotta si basi su uno studio della Monsanto. Accuse tutte verificare, e per cui era stata organizzata l’audizione in Parlamento. Monsanto ha deciso di non prestarsi a tutto questo, pagando il prezzo di non poter più fare lobby in Parlamento.

Il bando dei lobbisti di Monsanto si inserisce nel dibattito politico. Il Comitato per piante, animali, alimenti e i mangimi dell’Ue (comitato Paff) si riunirà la prossima settimana per discutere la proposta di estensione decennale dei permessi commerciali del glifosato. Una proposta che vede gli Stati in seno al comitato divisi. Francia, Polonia, Svezia e Lettonia non sarebbero pronti ad accogliere le richieste della Commissione europea, con l’Italia che potrebbe unirsi a questo gruppo di Stati. Le vicende di politica interna, con il processo di formazione di governo in corso, potrebbero non mettere la Germania nella condizione di votare, e la decisione potrebbe allora slittare al 6 novembre.

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