Raqqa: continua il massacro di civili sotto le bombe Usa

A Raqqa almeno 1000 civili hanno perso la vita a causa degli attacchi condotti da Usa e Sdf negli ultimi tre mesi, fra le vittime si contano 166 donne e 236 bambini; la denuncia non parte da una fonte governativa, ma dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (Sohr) vicino ai “ribelli”.

L’elenco dei morti e dei feriti è destinato comunque a rimanere incompleto, a causa della situazione e della reticenza della coalizione a guida Usa di fornire notizie in merito agli attacchi che conduce. Secondo Airwars, un gruppo con base nel Regno Unito che monitora gli stike aerei e le vittime conseguenti in Iraq, Siria e Libia, fra il 6 e il 29 giugno a Raqqa si sono verificati 119 episodi con 770 morti.

Del resto, lo stesso Commissario Onu per i Diritti Umani ha dichiarato che le stime ufficiali sui civili uccisi a seguito di attacchi aerei e terrestri nell’area di Raqqa sono con tutta probabilità incompleti e al di sotto della realtà.

Il fatto che la coalizione a guida Usa e le Sdf abbiano scarso o nessun rispetto per i civili è universalmente riconosciuto; già nel giugno scorso il Presidente della Commissione d’inchiesta dell’Onu sulla Siria, Paulo Pinheiro, aveva comunicato al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite la sua grave preoccupazione per il crescendo di vittime civili causate da attacchi aerei Usa.

Dai primi di giugno Raqqa è investita dai miliziani curdi delle Sdf appoggiati dai continui bombardamenti Usa; dopo aver stretto la città e occupato buona parte di essa, le formazioni curde non hanno grande interesse a chiudere la partita con i daesh asserragliati nei quartieri della città vecchia; piuttosto che impegnarsi in strenui combattimenti casa per casa, come la Resistenza a Mosul, preferiscono che il grosso del lavoro venga svolto dagli strike aerei e dall’artiglieria, con tutto ciò che ne segue in termini di vittime civili.

D’altronde, i curdi non hanno neanche fretta a eliminare l’Isis perché dopo, presa Raqqa (che è comunque araba e non curda), dovranno reinventarsi un ruolo e quello di competitor con Damasco, e dunque con l’Asse della Resistenza ormai vittorioso, rischia di essere per loro disastroso malgrado l’attuale appoggio Usa.

La stessa operazione “Tempesta della Jazira”, con cui sono corsi verso Deir Ezzor dopo che i daesh sono stati sbaragliati dalla Resistenza, è più che altro un modo per accampare meriti e per tenere gli Usa in gioco nell’Est della Siria. È da vedere quanto ciò sarà loro permesso, adesso che l’Asse della Resistenza ha vinto sul campo.

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Ad Astana sta per aprirsi il 6° ciclo di colloqui sulla guerra in Siria, che dovrà tener conto del radicale mutamento della situazione a favore della Resistenza; nel frattempo, sui civili di Raqqa continuano a piovere le bombe Usa e curde, ovvero di chi continua a manovrare per strappare un tornaconto dall’immane tragedia che insanguina la Siria.

di Salvo Ardizzone

Fonte ilfarosulmondo

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Un pensiero riguardo “Raqqa: continua il massacro di civili sotto le bombe Usa

  • settembre 15, 2017 in 6:11 pm
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    E pensa che invece le bombe e i missili russi sono superintelligenti. Quando arrivano su una casa prima bussano e chiedono: “c’è qualche civile qui?”. Sono anche in grado di chiedere i documenti…

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