Rapporto: Le forze aeronavali russe hanno chiuso il Mediterraneo orientale

Secondo un rapporto non ancora confermato, le unità navali russe hanno chiuso il Mediterraneo orientale in risposta all’abbattimento dell’Aereo russo IL-200 VKS  in quello che il Presidente Putin ha definito un “tragico incidente” che ha causato la morte dell’equipaggio del velivolo da ricognizione radio. Questo rapporto arriva dalla agenzia Rusvesna che conferma la mossa importante fatta dal comando russo a seguito dell’incidente che, il ministro della Difesa russo, aveva a sua volta indicato come “causato dalla condotta irresponsabile ed ostile di Israele”.

A partire dal 19 Setrtembre, la Federazione russa ha annunciato la chiusura di una vasta area del Mediterraneo orientale interdetta al trasporto ed alla navigazione di unità navali ed aeromobili militari fino al 26 Settembre. Secondo la versione ufficiale, questo passo è giustificato dall’inizio di manovre non progammate della marina e dell’aviazione russa al largo della costa siriana.

Zona di interdizione aeronavale

Gli analisti militari interpretano questa azione della Russia come un primo provvedimento in vista della creazione di una “no fly zone” intorno alla Siria che sarebbe destinata a bloccare il transito nello spazio aereo siriano di qualsiasi velivolo non autorizzato. Una mossa che impedirebbe all’aviazione di Israele di procedere ad ulteriori attacchi aerei o voli di osservazione nello spazio aereo della Siria. Sarebbe questa la prima risposta all’abbattimento dell’aereo russo causato dall’attacco aereo degli F-16 Israeliani effettuato lo scorso Martedì nei cieli della Siria.

Fonti: FRN

Rusvesna

via Controinformazione

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