Punture Di Insetto: Come Distinguerle E Intervenire Adeguatamente

Il senso di libertà è inevitabilmente collegato all’estate, quando si può vivere pienamente l’aria aperta e le lunghe giornate. Alcune protezioni però non devono essere accantonate neanche in questo bellissimo periodo dell’anno. Durante i mesi più caldi infatti tornano in attività numerose specie di insetti che, senza le adeguate precauzioni, possono lasciare uno spiacevole ricordo della stagione. Soprattutto con i bambini bisogna prestare attenzione e rivolgersi eventualmente ad un pronto soccorso. Ma quando allarmarsi e quando no? Per stabilirlo bisogna prima conoscere le diverse punture di insetto: ecco un’utile guida da tenere a mente.

 

Per sapere come intervenire bisogna saper distinguere tra le varie punture.

 

3. Puntura di ape: generalmente ci si accorge quando è uno di questi insetti, sia per il dolore particolare del pizzico, sia perché solitamente l’animale rimane nelle vicinanze dopo aver punto. La puntura si presenta con arrossamento localizzato, rigonfiamento e edema. Si prova dolore acuto subito dopo il pizzico e in seguito dà prurito. La puntura d’ape si differenzia da quella di vespe dalla presenza del pungiglione, un punto nero accompagnato da una sacca bianca conficcato al centro del pizzico. Si dovrebbe rimuoverlo entro 20 secondi con delle pizzette, senza spremere la pelle. Se non si verificano altri episodi correlati al pizzico si può ridurre l’arrossamento con delle creme cortisoniche. Se invece si accusano malesseri e dolori che si estendono oltre le 24 ore, o di notevole intensità (vomito, difficoltà a respirare, abbassamento di pressione…) è necessario rivolgersi ad un pronto soccorso. Immagine: SuperManu/Wikimedia

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4. Puntura di zecca: a differenza di altri insetti, la puntura della zecca non dà alcun fastidio, almeno non nell’immediato, per questo è molto difficile accorgersi di un suo attacco. È molto importante però rimuoverla non appena la si individua perché questo animale è veicolo di trasmissione di molte malattie. Una zecca diventa infetta quando succhia il sangue di un animale a sua volta infetto. L’operazione di estrazione dell’animale deve essere fatto con estrema calma, per evitare di lasciare nella pelle parti del corpo dell’animale che possono dare infezione. È necessario poi controllare la zona punta per i successivi 10 giorni: la comparsa di anelli rossi separati da uno più chiaro è sintomo di contrazione della malattia di Lyme. In questo caso è necessario consultare un medico, il quale provvederà alla cura più adatta.Immagine: OpenStaxCNX/Wikimedia 

5. Puntura di formica: alcune specie di formiche possiedono un morso velenoso che può causare fastidio. La puntura si presenta di solito con un’eruzione biancastra, dolorante solo per pochi istanti. Nel caso in cui il dolore si protragga per molto, la puntura può essere trattata con una crema cortisonica. Immagine: Ed Uthman/Flickr

6. Puntura di cimici del letto: spesso le punture di questo insetto vengono confuse con quelle di altri animali. Il loro morso non è a rischio di trasmissione di nessuna malattia e solitamente provoca solo un lieve prurito. Le reazioni allergiche possono essere però anche più accentuate, e in caso di prurito inteso, o nel  caso in cui la zona colpita fosse estesa, è necessario contattare un medico. Queste punture si riconoscono facilmente in quanto il fastidio si presenta generalmente al risveglio: le cimici sono infatti attive principalmente di notte. Immagine: Richard Thomas/Flickr

Per evitare spiacevoli punture è bene prevenirle: controllate sempre i luoghi in cui decidete di sedervi, evitando quelli popolati da questi insetti. Munitevi sempre delle adeguate precauzioni, lozioni e creme repellenti, abiti lunghi che coprano gli arti e uno stick da applicare in caso di puntura.

 

Fonte curioctopus.it

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