Il Pentagono adesso verifica che l’Impero USA sta collassando

di  Alfredo Jalife Rahme

Un recente studio de Pentagono è arrivato a concludere che l’ordine mondiale programmato dagli USA e stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale sta franando e si trova al bordo di un collasso, cosa che porterà gli USA a perdere la loro preminenza negli affari globali.
Per mantenere il loro “accesso globale alle materie prime”, il Pentagono esorta a che gli USA procedano ad una espansione massiccia del complesso militare- industriale.

Lo studio si è basato su una ricerca di un anno fatta da consulenti con le principali agenzie del Dipartimento della Difesa e dell’Esercito degli USA: l’Istituto di Studi Strategici della Scuola di Guerra dell’Esercito USA con valutazione della politica di programmazione del Pentagono.


Nonostante il fatto di essere un “gigante militare, poliedrico ed economico”su scala globale, gli USA già non godono più di una posizione inespugnabile di fronte agli altri stati “competitors”.

Il conosciuto accademico e ricercatore britannico, Nafeez Ahmed, esamina la prima parte di uno strabiliante studio fatto dal Pentagono. Il ricercatore  giudica che la soluzione proposta per proteggere il potere degli USA in questo nuovo ambiente “post-preminenza” è più delle abituali: più vigilanza, più propaganda (manipolazione strategica della percezioni) ed espansionismo militare per manipolare l’opinione pubblica con il fine di assicurarsi l’accesso alle regioni strategiche, ai mercati ed alle risorse.

Il mondo si trova in una nuova fase di trasformazione con il potere USA in declinio, l’ordine internazionale in frantumi e l’autorità dei governi che si sta sbriciolando dovunque.
Una delle caratteristiche definitive della “post-preminenza” è la “resistenza all’autorità” con eventi in stile delle “Primavere Arabe” che scoppieranno  in tutto il mondo e non soltanto nel Medio Oriente, che affosseranno  potenzialmente la fiducia nei governi e nel potere politico in un futuro prevedibile”. Neppure gli USA si salveranno al loro interno dalla inestabilità civile “populista”.

Si mette in risalto il massiccio spionaggio e la guerra psicologica per combattere la “minaccia dell’informazione” mediante la quale gli USA superano i loro competitors con il “più esteso e sofisticato apparato del mondo” di spionaggio integrato e che, combinato con la sua “presenza militare avanzata e la sua posizione di potere”, colloca gli USA in una invidiabile posizione di forza “dove la sua opinione pubblica e la sua percezione si trasformeranno sempre di più in campi di battaglia”.

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Il Pentagono considera il pericolo delle superpotenze rivali come Russia e Cina che sono diventate velocemente “minacce crescenti” agli interessi USA.
Ahmed sostiene che lo studio descrive la natura essenzialmente imperiale del dominio imposto dagli Stati Uniti dopo oltre 20 anni dalla caduta dell’URSS, non si dica “con le regole del suo ordine globale” che gli USA hanno costruito e sostenuto nel corso di sette decenni.
Nonostante tutto, il  potere USA si è debilitato a un grado tale che non può neppure “generare automaticamente una superiorità consistente e sostenuta a livello locale”.

E’ anche sicuro che “la frattura del sistema globale della postguerra fredda – con gli Stati sotto enorme pressione endogena ed esogena – si trova accompagnata dallo sgretolamento interno della produzione politica, sociale , economica di praticamente tutti gli stati”.
Dipende di quali stati si tratti e, senza desiderare di fare l’apologia di quelli che la propaganda nera dell’Occidente cataloga come “regimi autoritari”, quindi Russia e Cina- senza contare la vibrante democrazia dell’India – sono questi stati che  costituiscono due anomalie nel mezzo del disordine globale che potrebbero servire come “attrattive” con le loro caratteristiche singolari.

Per il Pentagono, Russia e Cina sono descritte cone “forti revisioniste” che si beneficiano dell’ordine Internazionale dominato dagli USA , ma che “si azzardano a cercare un nuovo assetto di potere e di autorità in proporzione alla loro difesa, come rivali legittimi del dominio degli USA”.
La Russia e la Cina, secondo il Pentagono, “sono impegnate ad un programma deciso per dimostrare i limiti dell’autorità, della volontà, della portata e della influenza ed inpatto degli USA”.
Così che tutto quello che non sia favorevole agli interessi degli USA e dei suoi alleati (Nota: bisogna definire chi sono adesso i suoi alleati) è da disfare. Tuttavia accade che nè la Russia nè la Cina siano disposte a tollerare il prolungamento del caduco ordine unipolare e si sono manifestate a favore di un ordine multipolare di poteri policentrici.

Adesso risulta che,  dato il perseguimento dei legittimi interessi nazionali della Russia e della Cina, questi stati sono percepiti dal Pentagono come sabotatori del “dominio degli USA”.
A giudizio del Pentagono, “una prospettiva più massimalista contempla che la Russia e la Cina possano ottenere vantaggi e spese dirette degli USA e dei suoi principali alleati occidentali ed asiatici”.
Ahmed sostiene che “il fattore più importante di tutto è che esiste poco fondamento nel documento di come la Russia e la Cina costituiscano una minaccia significativa alla sicurezza degli USA”.
In effetti nè la Russia nè la Cina assediano, circondano nè provocano guerre geoeconomiche, geofinanziarie nè impongono sanzioni eccentriche, nè possiedono basi militari nella periferia degli USA. Tutto il contrario in effetti di quello che propina la sporca propaganda israel-anglosassone.

Secondo il Pentagono, la Russia e la Cina non hanno attaccato direttamente gli USA, ma utilizzano le tecniche di “zone grigie” con “strumenti e metodi che non sono una provocazione e non arrivano a conflitti aperti”.

Una parte importante del documento si concentra su come gli USA “stiano perdendo la guerra di propaganda”, perché la “iper-connettività, la militarizzazione dell’informazione, la disinformazione, e la diffusione del malcontento fanno confluire le informazioni in maniera incontrollata “, cosa che costringe il Pentagono a confrontarsi con “l’inevitabile rimozione del segreto e della sicurezza operativa”. La “Sindrome ” Televisa” con lo spionaggio per il Mossad!

La rivoluzione tecnologica dell’informazione porta alla “disintegrazione diffusa delle strutture tradizionali di autorità, nutrita e/ accelerata dalla iperconnectività e l’evidente disaffezione e il potenziale fallimento dello status quo del post-guerra fredda”, secondo il Pentagono.
Come se gli USA giocassero ancora soli in un caduco ordine unipolare, il Pentagono vede la sua unica opzione nell’ espandere la supremazia militare, così avrà “l’accesso illimitato all’ aria, al mare, allo spazio, al cyberspazio ed allo spettro elettromagnetico”, e “deve avere la capacità di accesso fisico in qualsiasi area che si desidera e quando lo si desidera,” secondo Ahmed.

Gli USA aspirano ad essere in grado di “formare un favorevole rimodellamento dell’ordine internazionale nella post supremazia”, dove abbonda il loro “narcisismo”, a parere di Ahmed.
Ahmed sostiene che i rischi crescenti per il potere degli USA non provengono dall’esterno ma dal modo in cui il potere è stato gestito, attraverso la loro vilipendiate multinazionali, che hanno contribuito al caos globale.

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A mio parere, si tratta più di un autismo geostrategico che non prende in considerazione il fatto che oggi gli USA devono regolarsi ed armonizzarsi nel nuovo ordine tripolare con Russia e la Cina.

Fonte: La Jornada

Traduzione: Luciano Lago per controinformazione.info

 

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