Paroxetina: L’antidepressivo più prescritto a bambini e adolescenti con il suicidio come effetto collaterale. (Glaxo)

Non vogliamo creare allarmismi ma di questo psicofarmaco si era già occupato nel 2015 il British Medical Journal pubblicando uno studio che ha dimostrato scientificamente che il potente antidepressivo a base di Paroxetina, prescritto da migliaia di medici in Italia e in tutta Europa, induce al suicidio e all’aggressività.

Oggi, è AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco, massima autorità di controllo sanitario in Italia) che ha pubblicato nella sezione “sicurezza” del loro sito istituzionale la Paroxetina descrivendolo come “uno dei più prescritti psicofarmaci per la depressione di bambini e adolescenti, ma inefficace e può stimolare idee suicidarie tra i minori”.

L’Aifa inoltre richiama l’attenzione dei medici prescrittori sull’utilizzo dei medicinali antidepressivi ed in particolare sulla pericolosità in bambini ed adolescenti: “la paroxetina – si legge nella nota – non deve essere usata per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età per mancanza di significativi dati di efficacia a fronte di un aumentato rischio di comportamento suicidario e atteggiamento ostile”.

La produttrice della paroxetina, la multinazionale farmaceutica inglese GSK – GlaxoSmithKline, era finita al centro di un vergognoso scandalo: i dati che avevano giustificato la prescrizione a bambini e adolescenti del potente antidepressivo paroxetina – usato anche in Italia – erano stati falsati dal produttore.

Lo studio cosiddetto 329 era stato pubblicato nel 2001, a firma di 22 ricercatori, e originariamente pareva confermare l’appropriatezza d’uso di questa molecola nei casi di depressione. In realtà la ricerca fu redatta da Sally K. Laden, una ghostwriter pagata dalla casa farmaceutica che aveva finanziato la ricerca allo scopo di dimostrare l’efficacia della molecola. Ci sono voluti poi quattordici anni – e la tenacia di validi ricercatori – per ribaltare i risultati dello studio, e dimostrare che la paroxetina aumenta il rischio di suicidio per i minori che la assumono.

Dopo lo Studio 329 del 2001, le vendite della paroxetina e di altri Ssri, gli “inibitori selettivi del re-uptake della serotonina” cioè gli antidepressivi non triciclici, subirono una fortissima impennata, grazie anche a prescrizioni di medici generici e pediatri, con il risultato che molti adolescenti subirono effetti negativi e alcuni morirono, come ha raccontato lo psichiatra esperto Professor Paolo Migone.

Mentre la GlaxoSmithKline continuava a utilizzare lo Studio 329 come dimostrazione dell’efficacia e sicurezza della paroxetina, già nel 2004 la procura generale di New York denunciò la multinazionale per frode contro i consumatori per aver contraffatto i dati e diffuso informazioni false. La causa si concluse con un accordo: la Gsk doveva pagava 2,5 milioni di dollari di sanzione (quasi 2,3 milioni di euro) e si impegnava a pubblicizzare sul suo sito i dati effettivi dello Studio 329. Successivamente, anche il Dipartimento di giustizia americano denunciò la Gsk per truffa nei confronti di Medicare e Medicaid – le principali agenzie assicuratrici pubbliche che finanziano la Sanità in America – in quanto aveva diffuso affermazioni false o fraudolente. La Gsk si dichiarò colpevole e accettò di pagare 3 miliardi di dollari ovvero la multa più alta comminata a una azienda farmaceutica nella storia americana.

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Dopo la sentenza Glaxo continuò a intralciare le verifiche scientifiche sulla molecola in nome del dio denaro. A seguito un team di esperti del British Medical Journal dimostrò in via definitiva la malafede di big pharma e l’aumento di crimini violenti nei giovani che assumono farmaci antidepressivi SSRI.

Dopo l’ennesimo scandalo provato, gli enti regolatori e le istituzioni sanitarie si sono limitate a blande raccomandazioni senza alcuna presa di posizione realmente incisiva e tantomeno il Parlamento Europeo ha preso posizione a riguardo (figuriamoci se il cane morde la mano che lo nutre).

“Questo assordante silenzio, che ha visto complici anche il l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, la società scientifica che raggruppa gli specialisti in disturbi mentali dei minori in USA, ma anche il SIMPIA, l’analoga associazione di neuropsichiatri italiana, l’Istituto Mario Negri, lo Stella Maris, e gli altri centri di somministrazione di psicofarmaci ai bambini nel nostro paese, è stato finalmente rotto – ha dichiarato Poma (portavoce della campagna Giù le Mani dai Bambini) – dall’Agenzia Italiana del Farmaco, che senza mezzi termini ha invitato tutti i medici italiani a non prescrivere Paroxetina sui minori.

E dopo l’ennesimo scandalo firmato Glaxo si continuano a vedere politici pendere dalle labbra di tali criminali… e quello che è peggio, si continuano a vedere cittadini che pendono dalle labbra di tali politici… 

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