Orgoglio napoletano l’oncologo che ha scoperto il gene che riduce i tumori

Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia e docente di Anatomia Patologica all’Università di Siena, si è sempre occupato di inquinamento ambientale e delle malattia che si possono collegare ad esso come il tumore. I suoi studi, effettuati anche sul territorio campano, hanno provato che i rifiuti tossici aumentano, e non di poco, la percentuale di essere colpiti da patologia tumorali. Giordano inoltre è uno dei pochi “addetti ai lavori” che critica il sistema sanitario italiano. Nonostante ci siano ottime strutture in Italia, in diverse interviste ha dichiarato che il problema più serio è il conflitto di interessi di medici e scienziati tra pubblico e privato.

Secondo Giordano, l’interesse primario, e cioè la salute, viene messo in secondo piano. Al suo posto viene il guadagno personale: questo è il cancro della sanità in Italia. Secondo l’oncologo napoletano, il problema riguarda sia medici che ricercatori perché i dati delle stesse ricerche possono essere modificati (anche se eticamente scorretto) per favorire strutture, favorire i finanziatori o determinati farmaci e tutto questo è a discapito del “paziente”. Per questi motivi Giordano ha condotto le sue ricerche negli Stati Uniti, per non  essere sottoposto a vari e scorretti vincoli.

 

Il gene RB2/p130 e il meritato premio

La scoperta più interessante dell’oncologo Antonio Giordano per quanto riguarda le novità nel campo tumori è stata il gene oncosoppressore, l’RB2/p130.

L’oncologo Giordano, dopo diversi test su alcuni modelli animali, ha provato che questo gene riesce a ridurre la crescita delle cellule tumorali. La scoperta può rivoluzionare il metodo di cura dei tumori: fin’ora l’unico modo per fermare la crescita delle cellule tumorali è stato la tanto discussa Chemio.

Grazie a questa scoperta, il napoletano Antonio Giordano è stato premiato aLong Island dall’Associazione degli Educatori Italo-americani. Il riconoscimento va a chi se è distinto soprattutto nel settore dell’istruzione. Non possiamo che ringraziare Antonio per il  lavoro svolto e per aver portato in alto con sé durante la premiazione  il nome dell’Italia e soprattutto di Napoli.

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