Per l’OMS la Marjuana medica non è una droga pericolosa: “utile contro cancro, sclerosi multipla, artrite reumatoide e depressione”

Le proprietà rilassanti della cannabis presente nella marijuana medica non dovrebbe essere considerata una droga che porta dipendenza, è questo quello che dice un rapporto preliminare sul cannabidiolo (CBD) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Come parte del rapporto, pubblicato oggi, gli autori hanno affermato che il CBD: “non è associato al potenziale di abuso” e non porta alla dipendenza fisica. Quindi non è classificata come una droga che porta alla tossicodipendenza. Il rapporto afferma inoltre che “il CBD è generalmente ben tollerato con un buon profilo di sicurezza“, aggiungendo che si tratta di un trattamento utile per l’epilessia e le cure palliative.

“Vi è un maggiore interesse da parte degli Stati membri nell’uso della cannabis per le indicazioni mediche incluse le cure palliative”, afferma il rapporto. “Rispondendo a tale interesse e aumentando l’uso, l’OMS ha raccolto negli ultimi anni prove scientifiche più solide sull’uso terapeutico e sugli effetti collaterali della cannabis e dei suoi componenti”.

In conclusione, gli autori del rapporto scrivono: “Recenti prove di studi condotti su animali e su esseri umani, mostrano, che il suo uso potrebbe avere un valore terapeutico per le convulsioni causate dall’epilessia e degli altri effetti negativi di questa malattia”.

Hanno aggiunto che “le informazioni attuali non giustificano la classificazione del cannabidiolo” e hanno detto che l’assunzione di marijuana medica non porterà alla dipendenza da THC, la proprietà psicoattiva della cannabis. Quindi l’OMS descrive quella specie di Marjuana che non contiene il THC come sostanza ma solo il CBD.

Tuttavia, l’OMS ha anche raccomandato di imporre restrizioni più severe al fentanil, un oppiaceo sintetico che si ritiene abbia uccisomigliaia di persone nell’epidemia di tossicodipendenza degli Stati Uniti. (nel 2016 sono morti per overdose 28mila persone) L’organizzazione completerà una revisione più completa della cannabis il prossimo anno, valutando tutte le sostanze legate alla cannabis, i medici e l’industria della cannabis.

Il rapporto arriva dopo la declassificazione diffusa della cannabis nel Nord America e in Europa. A luglio, la Grecia ha proseguito e legalizzato la cannabis per scopi medici, entrando nella Repubblica ceca, in Finlandia, nei Paesi Bassi, in Portogallo e in Spagna, diventando così il sesto stato membro dell’UE a legalizzarla. La cannabis è utilizzata anche per chi soffre di cancro, sclerosi multipla, fibromialgia, Crohn, ansia, depressione, AIDS, artrite reumatoide, ME, PTSD, epilessia e dolore sia cronico che neuropatico.

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“Il paese sta cambiando pagina, d’ora in poi in Grecia l’utilizzo di cannabis per uso medico è legale”. cosi ha commentato il primo ministro Alexis Tsipras alla Gazzetta del governo.

Fonte GloboChannel 

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