Le fanfare dei media pagati per interpretare la realtà ad uso e consumo di chi li sovvenziona

I dati sull’occupazione (80% a tempo determinato) confermano il disastro renziano: ha copiato le ricette di Obama ed il risultato è sottoccupazione e precarietà. Ossia povertà

Il Governo ha comunicato – con grande gioia di Renzi e non solo – che l’occupazione è cresciuta, dopo la botta degli anni successivi alla crisi finanziaria del 2008, di 1.096.000 unità; ma la CCIA di Mestre ha rilevato che, nello stesso periodo, si sono perse 1miliardo e 100milioni di ore di lavoro pari al 5% del totale). Siccome entrambi i dati sono veri, se al record occupazionale di oltre 23 milioni di posizioni lavorative (l’ISTAT conta le teste), sottraiamo il 5%, otteniamo che il dato macroeconomico dell’occupazione (quello che riguarda l’impatto di quest’ultima sulla domanda effettiva) segna un -1.150.000, vale a dire un saldo negativo di 54.000.

Ciò corrisponde al fatto che il PIL del 2008 non è stato ancora recuperato mentre la popolazione residente è aumentata, nella media, dello 0,5% all’anno: quindi, il reddito pro capite – quello che conta ai fini della domanda effettiva – è diminuito fortemente.

Conclusioni:

1) sono aumentate la precarietà (l’80% delle assunzioni avviene “a termine”) e la sottoccupazione e sono diminuite le paghe;

2) stanno calando il reddito pro capite e la produttività del sistema (calcolata dividendo il PIL per il numero degli occupati, in base all’ISTAT); 3) se un 20 milioni di residenti ha visto migliorare la propria condizione, allora vuol dire che il peggioramento della condizione degli altri è ancora più forte della media (la guerra tra poveri e tra questi ultimi ed i poverissimi si sta aggravando).

Una serie di dati veramente positivi, invece (ma il Governo ne parla di meno, poco o niente) riguarda invece la nostra bilancia commerciale: aumentano un pochino le esportazioni e diminuiscono le importazioni: infatti, la gente sta producendo da sé più cibo (e non solo cibo) localmente ed autonomamente. Forse la gente si sta stufando di questa politica e si sta organizzando con monete complementari, piattaforme finanziare alternative, produzioni “fai da te”?

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Le fanfare dei media sussidiati – ossia pagati per interpretare la realtà ad uso e consumo di chi li sovvenziona, ndr – stanno strombazzando la riduzione della disoccupazione italiana al 10.9% nell’ultimo trimestre (nell’immagine di frontespizio i dati erano ai mesi precedenti) dimenticando però di evidenziare che:

  • l’occupazione italiana in base agli ultimi dati si è ridotta soprattutto in forza di un aumento dell’occupazione a tempo determinato e degli interinali
  • oltre che all’aumento dell’occupazione degli anziani over 50

Il motivo di questo solo ipotetico miglioramento dei dati ISTAT: gli over 50 italiani se senza lavoro sono letteralmente alla canna del gas e dunque sono pronti ad accettare qualsiasi impiego, anche interinale, anche per poche ore al mese, anche a tempo determinato.

In più, come succede in Spagna, preciso preciso, l’occupazione “sporca” aumenta soprattutto in estate per i lavori stagionali, intendendo con tale termine l’occupazione di poco pregio, a basso stipendio, non stabile ecc.. A vedere infatti gli occupati o le ore lavorate italiane sono lontanissime dal 2008 ossia la crisi NON è stata superata in Italia, anzi sta progressivamente scavando un solco nella struttura sociale nazionale tra la gente con abbastanza per vivere – sempre meno – e la gente letteralmente povera che non arriva a fine mese o diciamo non ci arriva sempre – in forte crescita.

 

Riferimento 

scenarieconomici.it 1

scenarieconomici.it 2

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