La “frutta fresca” dalla Cina ora in vendita anche ​nei supermercati di Napoli. È proprio necessario?

di Gaetano Borrelli

La globalizzazione ha modificato le abitudini alimentari di molti italiani. Gli scaffali dei supermercati abbandono di prodotti provenienti da ogni angolo della Terra. Ma è proprio necessario proporre in vendita anche frutta fresca proveniente dalla Cina? Come il pomelo, una sorta di gigantesco pompelmo, riapparso in questi giorni nei supermercati napoletani. Ha la forma, e più o meno le dimensioni, di un melone bianco, ma la buccia è gialla e liscia. Tanto liscia da sembrare finta. Un agrume con un abbondante sostanza spugnosa sotto la buccia e che – dicono – ha il sapore di un pompelmo. Viene proposto in vendita a 1,48 euro al chilo. E correttamente sulla confezione c’è la dicitura ma in inglese  «treated with imazalil», ovvero «trattato con imazalil», un funghicida (autorizzato dalle autorità italiane) che probabilmente ne garantisce la stabilità durante il lungo viaggio dalla Cina in Italia.

In definitiva il pomelo è un agrume come quei bei mandarini, le clementine e le arance che troviamo in questo periodo in abbondanza nei mercatini degli agricoltori a un euro al chilo, insieme ad altra frutta di stagione: cachi, mele e pere.  Non trattati. Evviva la globalizzazione, ma almeno la frutta dovremmo mangiarla a chilometro zero.

Fonte IlMattino

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