LA FRANCIA DI MACRON DIETRO IL CAOS LIBICO

A luglio 2018, Mellitah Oil & Gas, società operativa compartecipata dalla NOC, insieme all’ENI ha annunciato l’avvio della seconda fase del progetto offshore Bahr Essalam. Con un potenziale produttivo di circa 400 milioni di piedi cubi di gas standard al giorno, assicurerà alla Libia il pieno approvvigionamento energetico entro 15 anni. Un successo diplomatico e geopolitico di enormi proporzioni per l’Italia. In primis, nel lungo periodo, incoraggerà ingenti investimenti nel settore petrolifero a danno di Total e STX. In secondo luogo, invece, garantirà giocoforza nuove possibilità di crescita e di speranza alle nuove leve libiche.

L’accordo per bloccare definitivamente i clandestini, pertanto, sarà una naturale conseguenza alla quale Fayez al-Serraj vorrà ben sottostare. Per chi, come Emmanuel Macron, ambisce a disegni egemonici nel nostro Paese è una situazione intollerabile. Un Mezzogiorno non più adibito a campo profughi europeo non gli permetterà più di perseguire il suo obiettivo di controllare economicamente il nord. Addio, quindi, agli acquisti di asset a buon mercato come avvenuto con Gucci, Brioni, Pomellato, Bottega Veneta e Prada durante gli accondiscendenti governi PD.

Il ruolo di Macron nella fresca destabilizzazione di Tripoli, manovrando la settima brigata di Tobruk da sud – guidata da Salah Badi, ex pupillo di Nicolas Sarkozy nella sua guerra contro Mu’ammar Gheddafi – appare pertanto chiaro ed assume due contorni. Il primo è mantenere lo status quo di cui sopra ai nostri danni. Il secondo è favorire la gestione da parte della Cirenaica di tutti i terminal petroliferi sul territorio libico.

In questo modo aggirerebbe il boicottaggio ordito dalle istituzioni partitiche e della Banca centrale della Tripolitania ai danni di Khalifa Haftar e ne avrebbe importanti ritorni finanziari, perché sbloccherebbe i finanziamenti a lui rivolti. Chissà se, dopo questo ennesimo atto ostile, qualcuno si sveglierà dal torpore e lo inquadrerà finalmente come un nemico acerrimo da eliminare. Con qualsiasi mezzo.

(di Davide Mario Pellegrino) – Oltre la Linea

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