Ischia, Casamicciola, resiste il Sistema Antisismico Borbonico

Il Centro Formazione e Sicurezza in edilizia di Napoli è arrivato a Casamicciola, Ischia, per fornire consulenza gratuita per la messa in sicurezza degli immobili danneggiati dal terremoto e lo sgombero delle macerie.

“Alcuni immobili hanno subito danni lievi, necessitano, però, della messa in sicurezza e di adeguati interventi di ordinaria manutenzione – precisa l’ingegnere Sergio Burattini, consulente del Cfs – Le antiche Terme di Piazza Bagni, invece, risultano completamente inagibili. In questo edificio hanno comunque resistito, laddove presenti, le cosiddette ‘murature beneventane’ ovvero il sistema antisismico del periodo borbonico, costituito da muratura rinforzata da una rete di elementi in legno, in grado di assecondare gli scuotimenti imposti all’edificio dalle scosse sismiche”.

Questo sistema antisismico fu adottato in Calabria dal governo del Regno delle Due Sicilie, immediatamente dopo il catastrofico terremoto del 1783.

 

La Casa Baraccata dell’ingegnere Francesco La Vega

La Casa Baraccata consiste nell’inserire nelle murature una struttura tridimensionale lignea, in pratica è un telaio di legno che avvolge le mura, questo accorgimento permette alla struttura di resistere alle sollecitazioni sismiche orizzontali. Il metodo Casa Baraccata resiste ed è efficace quasi, in alcuni casi meglio dei nuovi criteri antisismici. Delle case ricostruite con questo metodo a Reggio Calabria dopo il terremoto del 1783, neanche una ha ceduto ai violenti terremoti del 1905 e nel 1908 rispettivamente di magnitudo 6.9 e 6 della scala Richter. Non solo, oggi nelle città colpite da forti terremoti, le strutture dotate di rinforzi lignei hanno resistito alle scosse meglio delle moderne strutture in cemento armato, sicuramente mal costruite.

Qui il test su questo sistema antisismico:

 

L’ingegnere La Vega ispirato dalle antiche costruzioni romane

Il metodo Casa Baraccata non fu proprio un invenzione di Francesco La Vega ma l’ingegnere prese spunto dalle costruzioni rinvenute dagli scavi archeologici. Nel 1780 il governo borbonico mise l’ingegnere La Vega a dirigere rispettivamente la campagna di scavo a Pompei, Ercolano e Stabia. Qui l’ingegnere ha avuto modo di studiare la struttura delle case, l’opera a graticcio, per poi migliorarla e applicarla nel regolamento antisismico.

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