Gli studi confermano quello che sapevamo già: il cibo funziona meglio del veleno di Big Pharma

“Noi siamo quello che mangiamo”  scrisse il filosofo Feuerbach…

Eppure, quando si diagnostica un problema di salute, la dieta viene spesso vista come ultima risorsa, o addirittura non considerata. Ma, come risulta, molte persone potrebbero ricevere più benefici da una dieta sana che con un cocktail di farmaci. Uno studio pubblicato lo scorso anno ha concluso che seguendo una dieta mediterranea, si hanno risultati migliori nei paziente destinati a un consumo a vita di farmaci statinici.

Certamente, la modifica della dieta dovrebbe essere considerata preferibile a una vita destinata al consumo di farmaci, magari fare uno strappo nei fine settimana, non vuol dire poi chissà quale rinuncia, è alla portata di tutti. Per coloro che sono interessati alla salute, la risposta è evidente: la chiave è la dieta.

I risultati del professor Giovanni de Gaetano dell’Istituto Neuromed di Pozzilli (Molise) e della sua squadra hanno mostrato che i pazienti con problemi cardiaci che hanno seguito una dieta ricca di verdure, noci, pesci e olio d’oliva hanno ridotto il rischio di una morte prematurapporto di un impressionante 37 per cento. paragonatamente, i pazienti cardiaci che assumevano statine hanno mostrato una modesta riduzione del rischio di morte precoce del 18%.

“Naturalmente i medici continueranno a prescrivere farmaci come le statine, ma non possiamo guardare ai farmaci come l’unico modo per salvare vite”, ha commentato il professor de Gaetano.

La dieta è stata consigliata come un modo per ridurre il rischio di malattia e ha anche dimostrato di contribuire a invertire o mitigare gli effetti di molte condizioni deleterie. Ad esempio, un altro studio recente ha riscontrato che la dieta e l’esercizio fisico sono più efficaci nel prevenire lo sviluppo del diabete nelle persone ad alto rischio rispetto alla prima somministrazione di metformina – un farmaco popolare per i diabetici. Eppure, i medici, restano più propensi a prescrivere dei farmaci a pazienti ad alto rischio rispetto a consigliare un cambiamento di stile di vita.

Il Dr. Aseem Malhotra, un cardiologo consulente presso l’Ospedale Lister di Stevenage, fa parte di un gruppo di medici nel Regno Unito che cercano di affrontare questa sconnessione tra medicina e nutrizione. Ha commentato: “I medici devono sapere che gli interventi sullo stile di vita come la dieta sono fondamentali nelle condizioni croniche. Il potere curativo della dieta è stato sottovalutato e, a differenza delle farmaci, non ha effetti collaterali. Se fosse una pillola, qualsiasi azienda che l’avrebbe prodotta avrebbe fatto miliardi perché l’effetto è così buono “.

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