Tra gli stati Ue che hanno partecipato al G-20, l’Italia è il Paese con peggiori prospettive di crescita

FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG: ”STATO DEI CONTI E FINANZE PUBBLICHE DELL’ITALIA NON ESCLUDONO IL COLLASSO NEL 2018”

“Tra  gli stati europei che hanno partecipato al vertice del G-20, l’Italia e’ il Paese con le peggiori prospettive di crescita. Il suo rapporto debito Pil e’ il piu’ alto dopo quello del Giappone. Tuttavia nel Paese non si vedono soluzioni concrete, neanche per la crisi dei rifugiati”. Questo, è l’inizio dell’articolo pubblicato oggi dal principale quotidiano tedesco in prima pagina.

“I politici – scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung – ne parlano solo per il favore delle telecamere, come dimostrato dalle accuse di oscuri accordi sullo sbarco dei migranti imputati all’ex premier Matteo Renzi da membri dell’opposizione”. I

“Il leader della Lega nord, Matteo Salvini – prosegue la Faz –  sostiene che l’Italia sia ormai un enorme campo profughi. L’Italia era abituata a far defluire i migranti verso Austria e Germania. Ora che e’ costretta a registrarli, e che i paesi limitrofi hanno inasprito i controlli ai confini, tale valvola di sfogo e’ stata chiusa”.

“A questo quadro si aggiunge – secondo il quotidiano  – il fatto che 5.300 degli 8.000 sindaci italiani non vogliano provvedere all’accoglienza, pertanto la maggior parte dei 4,5 miliardi di euro destinati a queste incombenze dallo Stato vanno ad alimentare discutibili cooperative in cerca di denaro facile. Si tratta di problemi noti che – secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung – le autorita’ italiane hanno voluto ignorare, preferendo criticare la scarsa solidarieta’ dei partner europei”.

Anche al di la’ della crisi migratoria, pero’, quotidiano tedesco traccia un ritratto disastroso dello stato della Penisola, tra sistema bancario debole e l’ondata di caldo straordinario che rischia di mettere in ginocchio l’agricoltura.

“Gli impianti idrici cittadini sono vetusti e perdono dal 40 al 45 per cento dell’acqua e in alcuni casi ancor di piu’. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, si lamenta: “Non e’ possibile che ogni anno intere citta’ o quartieri siano afflitti dal problema del rifornimento idrico”. Poi ci sono gli incendi: molte Regioni sono senza impianti di spegnimento o veicoli di supporto anti-incendio. L’elenco delle emergenze e delle lamentele e’ infinito. A Roma e’ stata chiusa l’enorme discarica, ma la mancanza di un inceneritore costringe a trasportare la maggior parte dei rifiuti all’estero via treno, con costi non indifferenti. La Capitale e’ spesso paralizzata da scioperi dei mezzi pubblici e ci sono solo 2 linee e mezza di metropolitana per 44 chilometri di lunghezza. I mezzi pubblici sono obsoleti, ma senza questi il traffico collassa. Un terzo degli autobus romani e’ in deposito perche’ guasto. La societa’ dei trasporti cittadina e’ stata coinvolta in scandali di fondi neri”.

Come si vede, la stampa tedesca è ben informata sulle disastrose condizioni in cui versa l’Italia.

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“Se all’Italia risulta cosi’ difficile organizzare gli ordinari servizi quotidiani – accusa il più importante giornale di Germania – come si puo’ pensare possa gestire emergenze come il terremoto dell’agosto e dell’ottobre del 2016? I cumuli di macerie sono ancora nei villaggi dell’Appennino. Il sindaco del comune di Visso ha detto che nulla e’ stato fatto. Ma come e’ possibile che ci siano tutte queste emergenze? La politica e le istituzioni in generale sono paralizzati da un sistema che consente l’incessante rimpallo delle responsabilita’, cui si aggiungono i conflitti di competenze tra molteplici livelli amministrativi e i ben noti problemi di corruzione e clientelismo. La politica si riduce cosi’ a offerte spot di supporto economico alla popolazione, come il bonus scuola o quello cultura da 500 euro, oppure 400 euro per le famiglie piu’ povere. I politici al governo fanno promesse ben sapendo che difficilmente rimarranno in carica abbastanza a lungo da doversi confrontare con gli effetti di queste concessioni”.

Parole come pietre.

Il quotidiano ne ha anche per l’ex premier Matteo Renzi, che secondo l’editoriale avrebbe abbandonato le promettenti posizioni riformatrici per un piu’ comodo populismo anti-tedesco. “Lo sforzo riformatore avviato dal suo governo – conclude la Frankfurter Allgemeine Zeitung – si trova ad un punto morto, e il parlamento non e’ riuscito nemmeno a varare una riforma della legge elettorale. Questa incapacita’ della politica di decidere – avverte il quotidiano tedesco – puo’ rivelarsi disastrosa, e lo stato dei conti e delle finanze pubbliche non puo’ far escludere un collasso nel 2018, specie se la Banca centrale europea cessera’ le politiche di acquisto dei debiti sovrani dell’eurozona”.

Previsione assolutamente veritiera.

 

Fonte Qui

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