Deposito per le scorie radioattive: tornano i timori nel Salento

Conto alla rovescia per scoprire la mappa delle zone candidate a stoccare rifiuti radioattivi. Il Salento avrebbe le specifiche richieste.

Dopo il nulla osta alla pubblicazione da parte del ministro allo Sviluppo Carlo Calenda, anche in Puglia e nel Salento ritornano i timori per la Cnapi, la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee. È la mappa delle aree dove poter creare il deposito delle scorie radioattive del nostro Paese. Se ne parla in maniera informale da diversi anni, ma la notizia di questa settimana è la disponibilità da parte di Calenda a rendere ufficiale la discussione, mettendo sul tavolo quella che potrebbe essere la mappa della discordia, delle polemiche e delle battaglie ambientali e politiche.
Sono diversi i siti possibili candidati, tra cui il nostro territorio.

Nel 2015 la Sogin, la società che gestisce gli impianti nucleari in Italia, consegnò la carta delle zone potenzialmente idonee all’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. In quel momento si cominciò a parlare del Salento come area candidata. La zona della piana dell’Arneo, tra Nardò e Manduria, risponderebbe a quelli che sono i criteri ricercati. Il bassissimo rischio sismico è sicuramente tra le peculiarità più importanti e il sottosuolo di quell’area leggermente depressa potrebbe, secondo gli esperti, assorbire eventuali movimenti tellurici. Insomma, un territorio geologicamente e morfologicamente adatto allo scopo.

Nel protocollo delle autorizzazioni, dopo l’autorizzazione di Calenda, mancherebbe solo quella del ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti, che per il momento non si è ancora espresso in merito. A questo punto, considerato il momento politico, si attenderà verosimilmente di passare la “patata bollente” nelle mani del prossimo governo. Intanto negli scorsi giorni Sicilia, Sardegna e Basilicata si sono defilate dalla possibilità di ospitare un deposito di scorie nucleari; intenzione rimarcata qualche anno fa anche dalla Provincia di Lecce. Ma le battaglie per la difesa dell’ambiente e del territorio sono appena cominciate.

Fonte leccesette

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