Dalle banche 508 miliardi all’industria bellica, mentre fanno strozzinaggio a lavoratori, artigiani, pensionati etc etc ….

Un database della Banca Armada Campaign svela l’elenco dei finanziatori dei produttori di armi. In Italia, il gruppo è guidato da Unicredit e Intesa

Di Emanuele Isonio

Grandi gruppi bancari, compagnie d’assicurazione, fondi sovrani e fondi pensione, istituzioni pubbliche: gli “amici” dell’industria bellica e delle armi sono da oggi più facili da scovare. E con un clic si può scoprire l’impressionante cifra garantita da chi li finanzia: 508 miliardi di dollari. Come il Pil della Svezia e poco meno di quello dell’Argentina.

L’elenco dei maggiori finanziatori mondiali è nero su bianco e consultabile da chiunque. Merito del database realizzato dalla Banca Armada Campaign, dal Center Delàs de Estudios por la Paz in collaborazione con Don’t Bank on the Bomb, la Grassroots Foundation e il Consiglio comunale di Barcellona.

«Il nostro obiettivo – spiegano gli autori del database – è di fornire agli utenti la possibilità di approfondire l’analisi della relazione tra commercio di armi e istituzioni finanziarie in tutto il mondo».

Nel database confluiscono le informazioni su più di 500 realtà finanziarie mondiali responsabili di garantire fondi per armi nucleari, cluster bomb, missili convenzionali, aerei da combattimento, navi da guerra, esplosivi e tecnologie militari, sottomarini e carri armati. Il portale rende possibile consultare le informazioni in tre lingue (inglese, spagnolo, catalano), classificando i dati divisi per Paese, azienda e tipo di istituzione finanziaria, per poi scaricarli in formato excel.


Il database indica anche i tipi di finanziamento offerti, distinguendo tra chi ha concesso prestiti alle società di armamenti e chi ha sottoscritto (o gestisce) azioni e obbligazioni di tali società.

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Usa primi per distacco. Italia 11a

A guidare la classifica dei finanziatori ci sono gli Stati Uniti. Dai loro confini arrivano 369 miliardi dei 508 totali quantificati nel database. Sul podio, a grande distanza, anche Regno Unito e Francia. L’Italia sfiora la top ten: è undicesima con 4,38 miliardi di finanziamenti, concessi da un gruppo di 12 banche. Ma più del 75% dei fondi arriva da due soli imprese: Unicredit e Intesa San Paolo, rispettivamente con il 45% e 32%.

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Fonte valori.it

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