Dalla Coca Cola alla Nestlé ecco le 10 multinazionali che inquinano di più il Pianeta

Coca Cola, Pepsi, Danone e Nestlè sono tra le multinazionali che inquinano di più il nostro Pianeta. Dal 2013, quando Oxfam lanciò la campagna Scopri il Marchio (Behind The Brands) sono stati fatti alcuni passi avanti, ma l’impegno è ancora troppo poco per definire come sostenibili le maggior multinazionali alimentari del mondo.

Negli anni le multinazionali hanno cercato di rispondere al richiamo di Oxfam e di migliorare dal punto di vista della sostenibilità, del rispetto dell’ambiente e dei diritti umani, ma non siamo ancora in un mondo perfetto.

Tutti conosciamo le 10 multinazionali a cui Oxfam ha chiesto un maggior impegno dal punto di vista ambientale e sociale. Si tratta di Nestlé, Unilever, Coca Cola, Mondelez, Pepsi, Mars, Kellogg’s, General Mills, Abf e Danone.

Si tratta dei più noti produttori alimentari del mondo che con cibo e bevande si rivolgono a tutte le fasce di consumatori: bambini, adolescenti e adulti.

Secondo il più recente rapporto di Oxfam, alcune di queste multinazionali negli ultimi anni si sono impegnate a portare avanti dei cambiamenti per migliorare la propria posizione nella classifica della sostenibilità, ma sono necessari sforzi ancora maggiori.

Ad esempio le multinazionali in questione hanno organizzato delle campagne per coinvolgere i consumatori nel proprio miglioramento, ma secondo Oxfam ciò che conta veramente è che le aziende cambino il proprio piano di business e di produzione all’insegna di un maggior rispetto dell’ambiente e dei lavoratori.

Ad esempio secondo Oxfam le multinazionali potrebbero avere un ruolo importante nel combattere la povertà garantendo un salario giusto e equo ai propri dipendenti.

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Dal 2013 in poi Nestlé e Unilever hanno introdotto alcune novità per quanto riguarda i cambiamenti climatici mentre Coca Cola si è occupata dell’aspetto dei diritti umani, ma secondo quanto affermato da Oxfam:

scopri il marchio 2013

“Nonostante alcuni progressi avvenuti negli ultimi tre anni, le 10 multinazionali hanno ancora molto lavoro da fare. Dovrebbero impegnarsi a trasformare il modo in cui il cibo viene prodotto e commercializzato per agevolare la sicurezza alimentare della popolazione, soprattutto per quanto riguarda i piccoli produttori” – ha spiegato Oxfam.

scopri il marchio 2016

Ecco cosa è cambiato con la campagna Scopri il Marchio dal 2013 al 2016 secondo i dati di Oxfam:

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  • Danone è all’ultimo posto e non ha fatto quasi nulla per i diritti delle donne, degli agricoltori e dei lavoratori.
  • Abf ha fatto ben poco e ha raggiunto, insieme a Danone, i risultati peggiori.
  • General Mills ha cercato di apportare dei miglioramenti ma deve fare ancora molto per i lavoratori della sua catena produttiva.
  • Mondelez dovrebbe migliorare le proprie politiche per quanto riguarda la gestione dell’acqua.
  • Pepsi ha lavorato sulle questioni del land grabbing e dei cambiamenti climatici ma deve fare ancora molto per supportare donne, agricoltori e lavoratori nella propria catena produttiva.
  • Mars ha cercato di migliorare le proprie politiche per l’acqua, le donne e i diritti dei lavoratori.
  • Kellogg’s dovrebbe impegnarsi di più a favore dei diritti dei propri lavoratori.
  • Coca Cola ha portato avanti alcuni impegni ma non si è attivata a sufficienza per supportare gli agricoltori.
  • Nestlé tra il 2015 e il 2016 ha fatto ben pochi progressi.
  • Unilever ha ottenuto i risultati migliori per quanto riguarda l’impegno globale richiesto da Oxfam ma ha ancora molto da fare per supportare i diritti delle donne nella propria catena produttiva.

In definitiva Oxfam richiede alle multinazionali un impegno ancora maggiore su tutti i fronti, dalla difesa delle terre e delle fonti idriche al supporto dei diritti dei lavoratori, con particolare riferimento a donne e agricoltori, che risultano essere le categorie più svantaggiate. Ma queste multinazionali riusciranno mai a smettere di inquinare e a rispettare davvero i lavoratori? Nel frattempo noi comuni cittadini possiamo decidere di non acquistare i loro prodotti.

Leggi qui e qui (in italiano) il rapporto di Oxfam sulla campagna Scopri il Marchio e guarda il video.

Marta Albè @greenme

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