COSì “HITLERIZZANO” I GILET GIALLI

di Maurizio Blondet

E’ cominciata in Francia:  “I Gilet Gialli: una faccia razzista, antisemita, putschista”, ha dichiarato il portavoce del governo macroniano, Benjamin Griveaux. “Si linciano i poliziotti, si adottano gli schemi degli anni ’30 per rovesciare la repubblica, si decapita l’effigie del  presidente”.

I media ci si sono subito buttati con una grancassa assordante: i Gilet Gialli odiano gli ebrei! Dissacrano la Shoah! Il ministro dell’Interno Castaner annuncia una inchiesta per assicurare alla giustizia i colpevoli  di antisemitismo. “Niente sarà lasciato interntato”.

Tutto è cominciato dal  racconto di un giornalista di “20 Minutes”, di nome Thibaud Chevillard. Egli ha raccontato, fremente di sdegno, quello che secondo lui ha visto “verso le 11 di sera di sabato, sulla linea 4 del métro”. Uno  orribile scena antisemita.  Tre Gilet Gialli, alticci,   di ritorno dalla manifestazione (svoltasi senza incidenti) sono entrati nel vagone ed hanno fatto   diverse querelle (l’equivalente del gesto dell’ombrello).

A questo punto riferisce il giornalista, una “signora  anziana” ,   “capelli grigi, curva”, s’è alzata,  è  andata verso di loro ed  ha detto: “E’ un gesto antisemita. Io sono ebrea, sono stata deportata ad Auschwitz, e vi chiedo di fermarvi”.  Al che i tre avrebbero sghignazzato, e continuato a fare le querelle. Uno di loro ha  replicato alla signora: “Anch’io sono stato ad Auscwitz” e (dice il giornalista)   “l’ho sentito dire che non esisteva”. Hanno continuato a fare quenelles anche per salutarsi, gridando “Macron démission! Dègage la vielle!”..

Ora,   questo racconto puzza di falso lontano un miglio.  A cominciare dall’improbabilità  che  una ottanta-novantenne – perché tale dev’essere una che “è stata deportata ad Auschwitz” –   viaggi in metropolitana, da sola, alle 11 di sera  di sabato (festa ebraica). Inoltre,    Il “giornalista”, non dice il nome della “signora anziana”: bel giornalista, non glielo ha chiesto.  La vecchietta che   vede nelle  quenelle “un gesto antisemita” (perché è stato reso celebre anni fa dal comico Diedonném, critico di Israele e dei suoi crimini), aggiunge surrealtà allo pseudo-racconto. Nessuna prova ulteriore, naturalmente:  nessun testimone,  nessun filmato, nessun video a confermare quel che dice il “giornalista”.
Eppure,come a segnale convenuto, ecco le reazioni ufficiali. Del  governo. Delle comunità ebraiche, degli LGBT  (anche loro), della TV (ebraica) BFMTV .

I tg ci hanno aperto

Della direzione del Mètro. Della prefettura. Non aspettavano altro.

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Ha voluto assestare i l calcio dell’asino al movimento, accusandolo di antisemitismo,  anche il “marito” di Marine Le Pen, Louis Alliot:

I Gilet Gialli non sono più i poveri che protestano per i rincaari del  carburante e non arrivanbo a fine mese. Sono il QuartoReich che torna.

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Fonte Maurizio Blondet

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