Cacao illegale, la Ferrero scompare solo dai giornali italiani come per magia

Quanto peso hanno le grandi aziende alimentari italiane sull’informazione del nostro paese? E come è possibile che un’azienda come Ferrero, accusata di approvvigionarsi di cacao illegale in Costa d’Avorio, e finita ovviamente sui media europei, sparisca non solo dai titoli ma anche dai pezzi dei colleghi italiani?

Qualche giorno fa  la rivista Il Salvagente ha pubblicato  – riprendendola da un lancio di agenzia francese – la notizia di un rapporto della ong Mighty Earth che denunciava la raccolta di cacao in zone protettedella Costa d’Avorio. Il rapporto (che qui potete leggere nella sua versione integrale) faceva una lunga lista di aziende responsabili dello sfruttamento illegale di questa materia prima, tra questi la Ferrero. (continua dopo l’immagine)

 

Dopo qualche giorno, la notizia ha raggiunto anche altri siti internet italiani ma – con buona pace della correttezza dell’informazione – è sparito ogni riferito all’azienda di “casa”. Tra l’altro, a cedere nella tentazioni di coprire le presunte malefatte di Ferrero non è stato un sito di informazione minore ma niente poco di meno che il fiore all’occhiello delle agenzie di stampa, l’Ansa come dimostra lo screenshot di seguito. (continua dopo l’immagine)

 

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Sulla stessa scia dell’Ansa, la versione on line del quotidiano La Stampa che ha copiato e incollato il lancio d’agenzia e anche in questo caso Ferrero è salva.

 

Fonte ilsalvagente.it

Sì sa che una mano lava l’altra tra “amici” o “ricchi” o “massoni” e qui in Italia con questi mercenari e lecchini di giornalisti non si può pretendere di essere informati per bene. Non per niente la Libertà di stampa, l’Italia è al 77° posto.

Ritornando all’industria del cioccolato di tutto il mondo: sta mettendo seriamente a rischio la foresta pluviale della Costa d’Avorio. Secondo il giornale britannico Guardian, i commercianti locali riforniscono le multinazionali di cacao coltivato illegalmente all’interno di aree protette della Costa d’Avorio, dove la copertura della foresta pluviale è stata ridotta di oltre l’80% dal 1960. Il prodotto illegale viene miscelato con fave di cacao “pulite” nella catena di fornitura. La Costa d’Avorio sta perdendo le sue foreste al tasso più veloce di qualsiasi altro paese africano: meno del 4% del paese è coperto dalla foresta pluviale. Una volta, tale percentuale era pari al 25%.

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