Benetton: soprusi contro gli indigeni argentini, Scomparso l’attivista Santiago Maldonado

Argentina: La Gendarmeria Nacional, forza armata direttamente agli ordini del Ministero della Sicurezza del Governo di Mauricio Macri a inizio agosto, ha fatto irruzione nella comunità in resistenza Pu Lof, nella stessa provincia di Chubut, dove membri della RAM e vari sostenitori della causa mapuche, stavano manifestando il loro diritto alla terra. L’intervento repressivo dei militari ha disperso la folla indigena a suon di cariche, pallottole di gomma e roghi di abitazioni, senza risparmiare le violenze a donne e bambini. Santiago Maldonado, un artigiano ventottenne di Buenos Aires, si trovava lì a sostenere la lotta del popolo mapuche. Alcuni testimoni raccontano di averlo visto per l’ultima volta nelle mani della Gendarmeria, ma la stessa arma e il governo smentiscono. L’Argentina non ha bisogno di aggiungere un nuovo nome alla macabra lista dei desaparecidos. L’ipotesi che prende più piede è che sia rimasto ucciso da un colpo di pistola durante l’operazione e il suo cadavere sia stato nascosto. Ma nel corso di questo mese sono tante le ipotesi investigative. La famiglia del giovane ha creato una pagina web www.santiagomaldonado.com per far luce sugli elementi veri e falsi che si stanno accumulando su questa vicenda.

Signor Presidente e Signor Benetton, donde està Santiago Maldonado?

Qui viene riassunta la storia di Benetton in Patagonia:

Il popolo Mapuch, poche migliaia di esseri umani che da secoli mantengono intatte le proprie tradizioni fatte di comunione con la natura, senso di solidarietà e fratellanza intestina. Il loro nome significa “Gente della terra”, a sottolineare quanto intimo possa essere il rapporto che essi intrattengono con la natura. Ma cosa c’entra Benetton con il popolo Mapuche?

Benetton rappresenta il più grande proprietario terriero dell’Argentina, tanto che un giornale locale arriva a definire Luciano Benetton come “L’uomo che ha comprato la Patagonia”. In queste terre viene allevato da Benetton un “esercito” di circa 300.000 pecore, da cui se ne ricava una pregiata lana, circa 1 milione 300mila chili di lana all’anno interamente esportati in Europa. Nello stesso terreno sono allevati 16mila bovini destinati al macello.

Loading...

Il problema che sorge è tuttavia complesso. Parte di questa enorme estensione di terra ricade infatti all’interno dei territori ancestrali della comunità Mapuche.
La storia della diatriba Benetton passa per Atilio Curiñanco e Rosa Rúa Nahuelquir, una coppia Mapuche, che nell’agosto del 2002 decise di tornare a vivere nelle BENETTON MAPUCHE proprie terre, dopo aver lavorato per molti anni nella vicina città di Esquel. In questione di mesi fu fatta sloggiare con la violenza, dopo non aver accettato il denaro offertogli per abbandonare le proprie terre, ormai proprietà della famiglia Benetton.

“Ci hanno sfrattati dalla nostra casa a Leleque con l’uso della forza fisica, confiscandoci tutti i beni e distruggendo poi la casa, dicendoci che loro non facevano altro che difendere i diritti dei nuovi proprietari, coloro che avevano comprato 900mila ettari di territorio, invadendo le nostre terre” – racconta Curiñanco.

Non contento, Benetton citò a giudizio la famiglia Mapuche, rea, secondo l’ipocrita brand di Ponzano Veneto, di “occupazione violenta ed occulta” e “di aver abbattuto di notte i recinti che delimitavano alcuni possedimenti argentini di Benetton, occupandoli poi abusivamente”.

La famiglia di Curiñanco viaggiò in Italia nel 2004 per incontrare Luciano Benetton. Dopo un intensa riunione, Benetton offerse una donazione di 2.500 ettari di terre alla famiglia Mapuche, offerta che ovviamente venne rifiutata. Fa sorridere pensare che Benetton cercò di offrire ai legittimi proprietari di quelle terre della Patagonia, una parte irrisoria dei 900mila ettari che gli aveva espropriato. Lo stesso governo della provincia argentina di Chubut rifiutò l’offerta di Benetton, sottolineando che quei duemilacinquecento ettari che voleva “donare” erano oltretutto, improduttivi.

I Mapuche sono una popolazione tutt’altro che arrendevole e come dargli torto? è casa loro, ed è così che hanno iniziato lottare per la propria terra, lotta che si è acuita negli ultimi anni ed è sfociata nella ri-occupazione di parte delle terre loro sottratte. Ed è così che da quest’anno è interviene in questa lotta addirittura la polizia argentina, a seguito delle denunce dei Benetton. Ed i resistenti Mapuche, raccontano, vengono picchiati, ammanettati e trascinati per i capelli; le loro case distrutte, i loro animali rubati o uccisi.

L’Argentina è lontana, e qui in Italia non “è bello” nei confronti di Benetton parlarne, non la fanno i suoi e non lo fanno i media. In Italia, il gruppo Benetton continua a mostrare il suo volto da “capitalismo illuminato”, ammicca al centro sinistra, delocalizza la produzione e fa contenti gli azionisti tenendo la barra sul fatturato, acquista palazzi storici di Venezia per stuprarli e trasformarli in rivendite di cialtronerie in stile centro commerciale da aeroporto.
Attraverso la sua Fondazione spende e spande beneficenza, finanza lavori sulla pace e premia progetti virtuosi di tutto il mondo per far scrivere i giornali. E paga viaggi ai giornalisti pronti a scrivere su questi progetti, gira soldi all’associazionismo che diventa un mestiere come la fondazione bolzanina dedicata ad Alex Langer e collabora con i Centri Pace dei Comuni come faceva con quello di Venezia. Nessuno mai chiede da dove vengano quei soldi.
E se questo a voi non fa schifo…

loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: