Aumento delle importazioni di olio tunisino, senza dazi. E’ così che muore l’olio italiano.

L’Ue ha votato il via libera all’aumento delle importazioni. I produttori insorgono: “Un colpo al made in Italy”

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Non si ferma l’invasione dell’olio tunisino. Anzi, raddopopia. Il parlamento Europeo ha dato il via libera all’aumento delle importazioni di olio d’oliva tunisino, senza dazi, in Unione Europea. Una quota aggiuntiva di 35mila tonnellate in più all’anno da qui al 2018, un colpo duro agli agricoltori italiani che già faticano a far rispettare il marchio Made in Italy in tutto il mondo. I produttori, giustamente, temono un abbassamento dei prezzi eccessivo, causato dall’arrivo massiccio di altro olio a basso costo.

“Dopo che nel 2015 in Italia sono aumentate del 481% le importazioni dell’olio di oliva della Tunisia per un totale di oltre 90 milioni di chili, è un errore l’accesso temporaneo supplementare sul mercato dell’Unione di 35mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero, per il 2016 e 2017”, ha detto il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Oggi gli agricoltori del Sud si sono mobilitati a Catania per protestare contro il via libera dell’Ue all’aumento di importazione di olio tunisino. “Il rischio concreto – aggiunge Molcavo – in un anno importante per la ripresa dell’olivicoltura nazionale è il moltiplicarsi di frodi, con gli oli di oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori.

Il nuovo olio tunisino “agevolato va ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi annuale oltre quota 90mila tonnellate, praticamente tutto l’import in Italia dal Paese africano”. Insomma, l’Europa importerà 90mila tonnellate dalla Tunisia. Che guarda caso, sono proprio le tonnellate di importazione che fa l’Italia. “Tutto questo proprio nell’anno in cui – ha aggiunto Moncalvo – c’è stato un record di aumento delle importazioni dalla Tunisia. Questa norma non aiuta i produttori tunisini, fa male a quelli italiani e rischia di aumentare le frodi e i danni per i consumatori”.

Non bastano le promesse del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti: “La battaglia sull’olio è in corso – ha detto – A livello europeo manterremo alta l’attenzione. A fronte di questo ricordo che per la prima volta dopo tanti anni abbiamo rifinanziato il piano dell’olio 2014-2020 con 30 milioni di euro. Una grande spinta interna”. Ha ribadito il concetto anche il ministro Martina: “Rimango fermamente contrario a qualsiasi aumento permanente del contingente di olio tunisino. Come Ministero delle politiche agricole abbiamo posto delle condizioni chiare sull’attuazione e sulle quote mensili dei contingenti e su questi punti non intendiamo cedere. Se non avremo garanzie continueremo a opporci all’adozione del regolamento da parte della commissione”. Ma sono parole vuote. Nel suo partito, infatti, sono a favore della mossa dell’Ue. Cécile Kyenge, infatti, spiegando la mossa degli eurodeputati ha detto che “serve per aiutare un alleato strategico contro la Turchia”.

 

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