19 MINUTI per trovare 17 miliardi di euro per salvare Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza

19 MINUTI.

Tanto è durato il Consiglio dei Ministri che ha trovato 17 miliardi di euro per salvare Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Dalle 16:04 alle 16:23 di ieri, domenica 25 giugno 2017.

Da anni ci ripetono che i soldi per la gente o per diminuire le tasse non ci sono. Ma quando c’è da salvare i banchieri, i soldi li trovano in pochi minuti. Intanto Banca Intesa compra le banche venete per 1 euro. Ma solo la parte buona, quella redditizia delle attività “sane”. La spazzatura, con tutti i debiti, dovrà smaltirla lo Stato. Cioè la pagheranno i cittadini.

Avete capito, care aziende italiane?

Quando arrivate al fallimento, alzate il telefono e chiamate il signor Matteo Renzi (quello che andava dicendo che «abbiamo istituti solidi») o il suo maggiordomo Paolo Gentiloni.

Spiegategli il problema e ditegli che siete pronti ad uno scambio: voi vi tenete la parte buona dell’azienda, il patrimonio e i crediti, mentre i debiti li passate allo Stato. Un affare, non credete?

Come si puo’ lasciare il futuro dei figli a una politica corrotta e collusa, come quella del PD FI che pensano solo di salvare le banche e di importare extracomunitari. Ci vogliono convincere che sono il nostro futuro, mentre i nostri rragazzi laureati sono cacciati da questi partiti, incapaci di risolvere i nostri problemi e si dividono il Patrimonio Sociale dell’Italia, in sieme a opinionisti pagati dai partiti per convincerci che quello che rubano e per il bene del Paese

Il decreto “va a favore della buona salute del nostro sistema bancario, della sua efficienza. E’ chiaro che dalla buona salute e dall’efficienza del nostro sistema bancario, in particolare in un Paese come il nostro dove il sistema bancario è così importante per gli investimenti, dipende anche la possibilità di incoraggiare e non ostacolare la ripresa economica in atto. Risaniamo il sistema in un momento in cui il suo stato di salute è cruciale per la ripresa”, ha poi commentato più che diplomaticamente il premier Paolo Gentiloni.

 

Fonte Qui

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